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Aratri

Usato in agricoltura fin dai tempi antichi e vecchio di 9000 anni, l’aratro smuove il terreno e lo preparara per le lavorazioni successive  e la semina. Si esegue generalmente con l'aratro a vomere e versoio, strumento che pratica il taglio e il rovesciamento delle zolle. Questa operazione facilita in effetti l’espansione delle radici e praticata in particolar modo nei terreni argillosi, che sono quelli più compatti e  che necessitano in particolar modo di questa operazione. Per di più è molto utile per poter interrare le materie prime che il terreno necessita per poter permettere lo sviluppo adeguato delle piante seminate, come ad esempio i residui colturali ed il letame.

Evoluzione del piccone, nelle zone fertili (all’epoca della creazione)) era usato per creare solchi onde collocare i semi e successivamente furono sviluppati gli aratri a versoio, per favorire la crescita delle piante. In effetti, nelle zone meno fertili, il terreno doveva essere rivoltato per portare in superficie gli elementi nutritivi pronti all’ utilizzo e coprire i resti vegetali della stagione appena finita.

Nell’antichità, tutte le parti dell’aratro erano in legno ed in seguito (verso il 1600 A.C.) fu dotato di un elemento in ferro (il vomere). Ultima, per data e non delle meno importanti, evoluzione fu nel 18esimo secolo , quando in Inghileterra si iniziò a costruie l’intero corpo in metallo (coltro, vomere e versoio). Verso la fine del Settecento furono creati e messi in venditi i primi aratri industriali, completamente in metallo.

Anche se in Inghilterra fin dai primi anni dell’Ottocento gli aratri erano completamente in metallo, in Italia , sino al 1950 erano comuni aratri con corpi lavoranti di legno

Aratri

Aratri

L'addomesticamento dei buoi intorno al 6000 a.C. fornì un potente mezzo per trainare l'aratro. La trazione animale è ancora molto diffusa in gran parte del mondo dove c’è un'agricoltura non meccanizzata, come nei Paesi in via di sviluppo. Gli animali usati per la trazione sono in genere il cavallo, la coppia di buoi, il bufalo. Un cavallo da tiro può trainare un aratro semplice in un terreno pulito e soffice. Nei terreni compatti sono necessari due animali.

Nei Paesi ad agricoltura meccanizzata, la trazione è meccanica e gli aratri sono montati su dei trattori agricoli. Secondo il sistema di attacco al trattore agricolo l'aratro può essere trainato o portato.

Per l’aratro trainato, esso  è applicato al gancio di traino della trattrice, ha delle ruote proprie ed è provvisto di organi di regolazione della profondità di aratura. Per l’aratro portato, questo è applicato all'attacco a tre punti ed è sostenuto dal sistema di sollevamento proprio del trattore, con il quale si regola anche la profondità di aratura.

Le varianti più conosciute dell’aratro sono:
•    Il salta-ceppo: è un'invenzione del fino ‘800 che viene dall’Autralia, poichè i contadini che si erano appena installati avevano bisogno di togliere dai loro campi gli innumerevoli ceppi di alberi e rocce difficili da rimuovere. L'aratro usa un peso mobile per mantenere in posizione il versoio. Quando viene incontrato un oggetto che ne ostacola l'avanzamento, il versoio viene sollevato, onde evitare  la rottura dell'aratro, dopodiché si riabbassa.

•    L’ aratro a disco (Morgano o Smorgano): di concezione americana, essa è completamente differente dall'aratro a vomere e versoio e, malgrado il nome comunemente attribuito, non è un aratro. In effetti è composto da un telaio portante una serie di dischi concavi di circa 60 cm di diametro, con asse obliquo rispetto alla direzione di avanzamento. I dischi sono ruotanti e folli. Il loro bordo taglia il terreno e la resistenza offerta da quest'ultimo ne provoca la rotazione.Sotto l’ effetto della rotazione il terreno viene sgretolato e rimescolato, anche se l'effetto di ribaltamento delle zolle è scarso (quasi assente). I dischi penetrano nel terreno (sotto l’ effetto del loro peso o per azione del sollevatore idraulico) e i dischi, quando un ostacolo appare (come una pietra o radice), rotolano sopra. L'aratro a disco esercita un lavoro di sgretolamento energicoed utilizzato solo sui terreni soffici e non è adatto alla lavorazione dei terreni duti

•    Aratro ripuntatore: l'aratro tradizionale viene accessoriato da un organo discissore posteriore, che serve a praticare una fissura sulla suola di aratura, evitando pertanto la formazione del crostone di lavorazione sul fondo del solco (che è tipico dell'uso di aratri tradizionali).

•    Aratro doppio: lo compongono organi di lavorazione doppi e contrapposti, disposti fra di loro in simmetria e contrapposti a 180° sulla bure. Le due serie di organi lavorano alternativamente: quando una lavora, l'altra è sollevata rispetto alla superficie del terreno. Il rivoltamento può avvenire verso destra o sinistra, rispetto alla direzione di avanzamento, secondo gli organi usati; per cambiare la direzione del rivoltamento si effettua una rotazione di 180° degli organi lavoranti.

•    Aratro voltaorecchio: concepito per le stesse funzioni del’aratro doppio, è formato da due buri indipendenti con altrettanti organi lavoranti doppi e simmetrici.

•    Aratro polivomere: costituito da una serie di organi lavoranti (dai 2 ai 15) disposte in parallelo o sfasate. Permettono di tracciare più solchi in un solo passaggio. Maggiore è il numero degli organi lavoranti minore è la profondità di aratura.

•    Aratro a bilanciere: concepito per le stesse funzioni del precedente, è costituito da due aratri contrapposti, con le buri disallineate longitudinalmente e verticalmente. Sono solidali ad un assale con due ruote posto nel mezzo: ciascun aratro lavora in una direzione mentre l'altro è sollevato ; questo rende possibile l'inversione del senso di lavorazione alla fine solco senza inversione dell'attrezzo ma per semplice sollevamento (o abbassamento) di uno dei due vomeri. È pertanto adatto alla trazione funicolare doppia (da parte di due macchine trattrici poste alle due estremità dei solchi), situazione molto frequente nel passato, soprattutto nelle aree di bonifica o, all'estero, nelle grandi estensioni di terreno.